L’OPERATORE UMANITARIO ARRIVO’ DI FRONTE A DIO,
in attesa del suo turno, sperando che le sue scarpe non fossero sporche delle terre da lui calcate e che i vestiti fossero in ordine e non trasandati come in quelle lunghe giornate nei campi.

“Fatti avanti, cosa devo fare di te?
Hai sempre porto l’altra guancia?
Hai frequentato come si deve la mia Chiesa?”

L’Operatore UMANITARIO alzò le spalle e rispose:
“No, Signore, immagino di no, perché chi di noi che ha visto guerre e sofferenze non può essere sempre un santo. Ho dovuto lavorare spesso di domenica, e il mio linguaggio a volte era tremendo,e mi è capitato di essere un po’ duro, perché il mondo è un posto complicato.

Ma non ho mai preso una monetina che non fosse mia, anche quando facevo un sacco di straordinari ed ero responsabile di tanti lavori.
E non ho mai ignorato nemmeno una richiesta di aiuto, anche se magari tremavo di paura, e qualche volta, Dio perdonami, ho pianto come una femminuccia.

Lo so che non merito un posto tra questa gente, spesso mi consideravano un altro invasore, a parte quando dovevo scacciare le loro paure.

Se hai un posto qui per me, Signore,non serve che sia grande. In vita mia mi sono sempre accontentato, quindi se non hai molto da darmi, io capirò.”

Si fece silenzio intorno al trono, dove di solito si affollano i santi,
mentre l’Operatore restava dritto, in silenzio, aspettando il giudizio del suo Dio.

“Vieni ed entra, fratello mio, hai portato bene i tuoi fardelli,
ora cammina in pace per le vie del Paradiso, all’Inferno ci sei stato abbastanza.”

-anonimo-
(Testo originale era per un Carabiniere , qualcuno lo ha modificato per un Operatore Umanitario, ma credo abbia una valenza per tutte quelle professioni che sono al servizio degli altri)