Bianco o Nero ,
ma la vita e tutt’altro , un’immensità di grigi.
Così a volte sbatto il cuore dove non devo,
o forse e il cuore che da solo guida e senza meta.
Una settimana ad osservare i bambini che in una
sedia a rotelle, o con delle stampelle, ti sorridono.
Questo mondo un po’ a testa in giù , cosi mi chino
e sorrido a chi a pochi anni ha già più da raccontare
di me che mi sento piccolo e vagabondo.
Ma si cuore, sbatti forte contro l’emozione di un momento, prendi tutto.
Amici miei, sono un po’ perso , sentirsi d’improvviso come sballottato tra il mondo delle mie scarpe e quello dei miei pensieri.
Così la terra diventa nuvola e tutto e confuso, illetterato e tanto alterato.
Ritorno a casa ….. ma la mia casa dov’è. Perso nel concetto, nel sublime gioco di parole che fa di un’azione pensiero, così “ritorno a casa” diventa un ricordo , diventa io che gioco con mio padre sulla spiaggia. Ma si “ritorno a casa” da voi, da chi mi sa amare e abbracciare, chi mi sussurra che mi vuole bene e che mi dice , come te nessuno. Così ritorno a casa e vi dico, io vi amo, vi sono affianco e sono qui, sono la vostra mano a quel prossimo che non ne ha. Sono gli occhi che posano sull’odio ma anche sull’amore che quell’odio tira fuori.

Si amici miei, io sono diventato voi, un vostro gesto un vostro pensiero. E tutte le volte che vi voltate ad est , io sarò li a passeggiare in un’ospedale , tra gli ultimi e tra i primi. Trovo l’amore in un momento, e ora e quello che dedico a voi.
Vi abbraccio, vi saluto e così un po’ sorrido, perché voi siete la mia felicità.